Siamo ancora qui, il film di Flowe

Siamo ancora qui”: nelle nostre terre, a curarle e rigenerarle. Una presa di posizione niente affatto scontata per i membri delle comunità della regione del Petén, in Guatemala, impoverita dalla deforestazione delle multinazionali. E infatti questa frase dà il titolo al docufilm di Sofia Garbati e Caterina Rizzi che racconta l’impegno di Flowe e di ZeroCO2 nella difesa di questo patrimonio, che è al contempo naturalistico e umano.

Un atto rivoluzionario

“Qui piantare un albero è un atto rivoluzionario, perché può davvero cambiare le cose” spiega uno degli intervistati. Per capire quanto questa frase sia vera, basti pensare che nella regione del Petén esiste un patrimonio biologico eccezionale, circa 8700 specie di piante, un migliaio delle quali autoctone. Molte di esse sono però minacciate dall’estinzione. Tra il 1990 e il 2000, il Guatemala ha infatti perso una media di 54.000 ettari di foresta l’anno.

In totale, tra il 1990 e il 2005, il Paese ha perso il 17,1% della sua copertura forestale, all’incirca 810.000 ettari, di cui 402.000 di copertura forestale primaria. Considerando il tasso totale di trasformazione dell’habitat nel periodo 1990-2005, il Guatemala ha perso il 14,1% del suo habitat di bosco e sottobosco. La perdita annuale di boschi primari è di circa 26.800 ettari, con un tasso annuale di deforestazione del 1,3%. Neanche i parchi nazionali sono al sicuro: nel mirino di un’imponente azione di disboscamento illegale sono la Riserva della Biosfera Maya e il Parco Nazionale Laguna del Tigre, entrambi nella regione del Petén.

L’impegno di ZeroCO2, supportata da Flowe, è quello di realizzare progetti di riforestazione, forestazione, messa a dimora di alberi da frutto e forestali nel territorio del Petén. I benefici sono molteplici: protezione ambientale, tutela delle specie animali e vegetali autoctone e sensibilizzazione delle comunità rurali locali sui temi ambientali e sulle tecniche di coltivazione organica.

 

Alberi e comunità

L’obiettivo è la conservazione della biodiversità attraverso la piantumazione di specie native e l’accompagnamento delle comunità rurali nell’apprendimento dell’utilizzo di nuove pratiche di agricoltura e di gestione della terra in modo sostenibile.

Le famiglie contadine del posto che decidono di voler collaborare al progetto, vengono formate per applicare tecniche di permacultura, cioè per progettare e gestire il territorio in modo da renderlo idoneo a soddisfare i bisogni nutritivi della popolazione, mantenendo al contempo anche la ricchezza dei suoi ecosistemi. Dopo la formazione, le famiglie contadine ricevono gli alberi donati attraverso Flowe e precedentemente germinati, innestati e fatti crescere nei vivai di zeroCO2. Successivamente gli alberi sono consegnati alle comunità e trapiantati. I frutti prodotti rimangono alla famiglia che li ha coltivati, che deciderà se consumarli o venderli al mercato del posto.

Nella sua opera, ZeroCO2 si avvale di importanti partner territoriali tra cui l’Universidad de San Carlos de Guatemala, Centro Universitario de Petén, che garantisce la supervisione scientifica del progetto. In collaborazione con l’Universidad de San Carlos de Guatemala vengono organizzate sessioni di formazione nelle comunità coinvolte, con l’obiettivo di lasciare sul territorio competenze e know how tecnico. Le formazioni sono continuative, iniziano prima che le comunità ricevano gli alberi e continuano successivamente affiancando le comunità nella gestione e cura delle piante. Perché piantare non basta: anche la cultura della cura della terra deve essere nutrita e sviluppata, dai membri della comunità che accudirà quella terra e quelle nuove piante.

 

L’agroforestale rigenerativo

Il sistema di riforestazione adottato da ZeroCO2 è l’agroforestale rigenerativo. Un sistema molto articolato, che prevede l’alternanza di coltivazioni annuali come mais e fagioli con la piantagione di diverse tipologie di alberi da frutto e forestali perenni. La complessità di questo sistema deriva dalla conoscenza di determinati fattori, imprescindibili per la visione sistemica e sistematica del progetto di riforestazione: le interconnessioni tra diverse specie di piante, la loro interazione con il suolo, e, forse la più importante per quanto riguarda le piante autoctone, la loro gestione con riferimento alla particolare area climatica. Una foresta è un ecosistema molto ricco di biodiversità, molto di più rispetto ad una coltivazione di tipo seminativo.

In questo modo, si crea un sistema virtuoso ispirato alle tecniche dell’agro ecologia dove le persone tornano a essere il centro dei sistemi produttivi in pieno rispetto dell’ambiente circostante. Comunità in grado di prendersi cura delle proprie terre, che producono frutti e dunque sussistenza, sono comunità che possono investire quotidianamente sul proprio futuro. Che non svendono e abbandonano la propria terra per trasferirsi nelle periferie delle città, bensì perpetuano quel legame secolare con le terre che sempre di più viene minacciato dalle logiche di sfruttamento economico.

Guarda la versione integrale del docufilm Siamo ancora qui