Licenziamenti a raffica nella Silicon Valley: in poche settimane, decine di migliaia di persone hanno perso il proprio lavoro a Google, Amazon, Facebook, Microsoft, Twitter.
Non ci resta che capire che noi non siamo tanto interessanti per quello che siamo, siamo molto più interessanti per quello che possiamo diventare. Per questo il tema dell’educazione all’eccellenza oggi è centrale se vogliamo agevolare la rincorsa al nostro futuro. Per questo dovrebbe essere all’attenzione di tutti, non solo delle istituzioni. Dovremmo smettere di pensare a una formazione da era industriale e ripensarci polymath, cioè contaminati da saperi, culture, discipline diverse.
È una verità disarmante che rimette nelle mani di ognuno di noi la responsabilità. Allora dico: proviamoci! Andiamo al massimo delle nostre possibilità, cercando al contempo di cadere sempre meno negli stati di identificazione in cui di volta in volta ci scopriamo. Non sempre ci riusciremo però abbiamo ben chiara la differenza tra il fare e il provarci, tra il provarci e il non fare del tutto, tra il riuscire e il non riuscire, tra il farlo per tutti e il farlo solo per soddisfare un proprio bisogno. Se continueremo a trattarci per come siamo, rimarremo così come già siamo; se ci tratteremo per quello che potremmo e dovremmo diventare, certamente diventeremo ciò che potremmo e dovremmo diventare.
Capiremo così di non valere per la capacità di imporre il nostro punto di vista, le nostre credenze, le nostre convinzioni, quanto invece per la capacità di accogliere tutta quella diversità che sarà per noi ricchezza. Sarà grazie ai nostri errori, alle nostre incongruenze che con il tempo ci educheremo a credere nell’equilibrio dell’insieme a svantaggio di un’esasperata individualità. A credere nell’equità a svantaggio della furbizia, nel rispetto a svantaggio delle relazioni più opportunistiche, nella sensibilità a svantaggio della prevaricazione, nel giusto profitto a svantaggio del capitalismo vorace.
Insomma, a credere nella gratitudine come via per costruire nuovi, rivoluzionari, modelli sociali, culturali e di business.