Oscar Farinetti, l’ottimismo come strumento per il futuro

2 mesi, 17 giorni fa

Palermo Capitale Italiana della Cultura è stata un’esperienza dai significati cruciali: riportare al centro la storia, rimettere il mediterraneo al centro del mondo. Un messaggio forte e chiaro di dialogo, di incontro tra le varie nature-culture umane con la necessità di coltivare valori in maniera concreta e per il bene comune.

Su questo meraviglioso terreno, il magazine della Mediolanum Corporate University Centodieci ha seminato nei mesi scorsi la sua proposta culturale, imbastita di incontri con personalità straordinarie di diverse provenienze culturali e professionali. Attraverso la trasversalità di contenuti prende forma il mosaico dal quale germogliano nuove idee e nuove visioni per il nostro futuro.

In questa sezione del blog, intendo condividere con i lettori del blog questi straordinari contributi, vissuti live da migliaia di persone nello splendido teatro Politeama palermitano: gioielli di umanità e di pensiero, riflessioni da portare con noi nei mesi e anni a venire. 

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E se l’ottimismo e il pessimismo fossero interpretati come strumenti di analisi più che come tratti caratteriali? Il Fondatore di Eataly Oscar Farinetti ha fatto del suo ottimismo un potente strumento di creazione imprenditoriale. In questo video, a spasso per il mercato storico Ballarò di Palermo, mette in campo tutta quella leggerezza di cui parlerà la sera sul palco del teatro cittadino. Le conversazioni con i gestori dei banchi di frutta, pesce e verdure sono genuine quanto i prodotti esposti e diventano occasione di riflettere sul ruolo del Sud nel successo del Paese e sull’importanza cruciale delle contaminazioni culturali per costruire il futuro. 

“Ottimismo  e pessimismo sono due sentimenti che riguardano il futuro. L’ottimismo è credere che ci siano delle soluzioni ai problemi. Pensate invece come sarebbe vivere se credessimo che i problemi non si possono risolvere…  L’ottimista lo riconosci subito, è quello che passa sì dieci minuti a lamentarsi del problema, ma cinquanta minuti a immaginare poi delle soluzioni per affrontarlo. E’ obbligatorio essere ottimisti. Anzi io propongo che il pessimismo diventi un peccato capitale. E poiché i Peccati Capitali sono e devono restare sette, toglierei il Peccato di Gola dalla lista: cosa c’è di più bello di mangiare bene e sentirsi bene?”