Licenziamenti a raffica nella Silicon Valley: in poche settimane, decine di migliaia di persone hanno perso il proprio lavoro a Google, Amazon, Facebook, Microsoft, Twitter.
Ma i bambini, oltre che quella passata, sono anche la Storia futura. Quella ancora da immaginare, da determinare e da scrivere. I bambini di oggi sono gli adulti di domani. Sembra banale, ma banale non è. I bambini di oggi saranno coloro che gestiranno il mondo quando noi lasceremo il posto di comando. Saranno politici, chirurghi, ingegneri o agricoltori. Loro sarà la visione e loro sarà la responsabilità del domani di tutti. Ma oggi, la responsabilità di chiederci su quale infanzia lo stiamo costruendo questo domani, è nostra.
Un paio di dati giusto per inquadrare la nostra realtà nazionale: secondo il report "Il tempo dei bambini", di Save the Children, 1,2 milioni di minori in Italia vivono sotto la soglia di povertà, un dato che si è triplicato in dieci anni. Povertà economica e povertà educativa spesso vanno di pari passo. L'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ci dice che spendiamo per l'istruzione e l'università circa il 3,6% del Pil, quasi un punto e mezzo in meno rispetto alla media degli altri Paesi. Sebbene nell'ultimo decennio siano stati fatti passi in avanti, la dispersione scolastica resta un tema sempre molto doloroso. A fronte di Regioni che hanno già centrato l'obiettivo europeo come Trentino, Umbria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, ce ne sono altre come Calabria, Sicilia e Sardegna, dove il tasso di dispersione supera il 20%.
È vero, la Storia sono i bambini. Mettiamoli nella condizione di scriverne una degna delle nostre e delle loro aspettative.
* Besprizornye, Bambini randagi nella Russia sovietica di Luciano Mecacci; La Shoah dei Bambini di Bruno Maida