Bisogna seminare visione nell’umanità. Come fare per far capire al mondo che bisogna allargare la propria visione e cercare una prospettiva arricchente, migliorativa, inclusiva?
Io sinceramente non lo so ma …me lo sto chiedendo da tempo; e questa frase, ascoltata ad Assisi nel pomeriggio primaverile di domenica 3 aprile del 2011, mi ha indotto a decidere di provare a dare un contributo.
Per molto tempo ho rimandato la scelta di attivare un blog in cui desideravo fortemente non tanto parlare, raccontare o scrivere di alcunché io conosca o, peggio, creda di conoscere, quanto invece condividere su idee che da tempo sto indagando nella mia vita personale e professionale, nelle mie relazioni affettive e sociali, nel mio mondo interiore ed esteriore.
Idee che mi affascinano perché magnetiche.
Pur ispirandomi ad esse, vorrei in realtà fondare questa condivisione con chi interagirà con questo blog, facendo unicamente riferimento a esperienze di vita reale, di vita vissuta. Il resto sarebbero solo congetture, pure illazioni, illusioni, proiezioni mentali ed emotive.
Mi chiamo Oscar di Montigny. Sono nato a Milano il 31 Agosto del 1969. Sono innamorato della vita e fermamente convinto dell’importanza di donarsi. Credo che molto presto, …domani, Bellezza e Silenzio desteranno e salveranno il Mondo.
Da oltre quindici anni condivido la mia vita con Sara, una donna fantastica, unica, mamma esemplare di cinque figli (quattro bambine e un maschietto) e compagna di vita sempre attenta, presente, costantemente al mio fianco e pronta a sostenermi quando necessario.
Sono manager di un importante gruppo bancario italiano nel quale lavoro dal 2000 e in cui attualmente ricopro sia la carica di Direttore Marketing e Comunicazione che quella di Amministratore Delegato della Corporate University (prima da me ideata e poi con i miei collaboratori realizzata).
La mia vita professionale è estremamente impegnativa e occupa molte delle 24 ore giornaliere, sia sul fronte operativo che su quello creativo e strategico, sia sul piano pratico che su quelli emozionale e intellettuale, ma cerco di compensare con tutte le altre mie vite (…!!?) che scorrono contemporaneamente su diversi piani della mia esistenza, e che in essa si intersecano con pari dignità, alimentando i vari campi in cui mi misuro: lavoro e denaro, amicizia e collettività, famiglia e affetti, corpo e spirito.
La parola ‘riflessione’ ha dato origine al titolo del blog.
Con essa, nel leggermi, vorrei si facesse riferimento a due mondi. Il primo, quello semantico, corrisponde all’accezione più classica del termine, quella propria del vocabolario e di cui ho trovato sul mio fedelissimo Zingarelli due definizioni molti stimolanti, delle quattro riportate.
La prima definisce la ‘riflessione’ con un’accezione filosofica e cita testualmente: “Atto conoscitivo mediante il quale, lo spirito, ritornando su se stesso, prende coscienza delle sue operazioni e dei suoi caratteri”.
La seconda, con un’accezione figurativa, cita: “Il ripiegarsi della mente su se stessa”.
Sarei un blogger fortunato se anche una sola parola di quelle che scriverò generasse, in chi le legge, questi accadimenti.
Il secondo mondo che mi ispira la parola ‘riflessione’ è invece più pratico. Faccio riferimento alla funzione dello specchio che, in quanto strumento neutro, oggettivo, privo di giudizio, rimanda sempre l’immagine vera, reale, del soggetto che in esso si specchia.
Stiamo quindi parlando del massimo possibile di ‘fedeltà’ tra un soggetto che si specchia e l’immagine riflessa che egli vede di sé: il suo specchiamento (“atto dello specchiare o dello specchiarsi”).
Ho scelto questo termine perché ho trovato interessante aver osservato come in molte delle volte della mia vita quotidiana in cui mi sono riflesso in uno specchio, l’immagine che esso mi rimandava non coincideva con l’aspettativa che io avevo di me.
In sintesi, non ero ciò che pensavo o speravo o, peggio, temevo di essere. Accaduto questo, dopo pochissimi istanti la mia mente cercava immediatamente di resettare l’immagine riflessa, inducendomi in giudizi o indulgenze verso me stesso, cercando per lo più di riadattare ciò che vedevo alla mia aspettativa originaria. Processo interessante.
Non penso di essere modello di niente e per nessuno, tanto meno credo di poterlo divenire. Non sarà dunque questa la mia aspirazione nello scrivere; non sarà questo lo spirito che mi animerà nella gestione di questo luogo virtuale.
E se così invece talvolta sembrasse, invito chiunque ne abbia la sensazione di evidenziarmelo immediatamente (…grazie!).
Nella vita ricopro molti ruoli, spesso diversi fra loro: sono figlio, fratello, padre, marito, genero, cognato, amico, confidente, manager, collaboratore, collega, partner, socio, compagno di squadra (ah …il calcio!), compagno di viaggio. In qualità di blogger, vorrei indossarne uno solo di questi: quello dell’Uomo, che è anche professionista e manager, scrivendo a titolo personale e non in nome o per conto dell’azienda per cui lavoro.
Da qui vorrei dunque partire per un viaggio avventuroso di condivisione con coloro i quali incontrerò in questa esplorazione digitale.
E per chi mi leggerà ….grazie! Grazie perché potremo condividere il bene più prezioso che la Vita ci ha donato, l’unico che, una volta speso, nessuno ci potrà mai più restituire: il tempo.
