Il Primato della Coscienza (sulla Tecnologia)

Esattamente come in Matrix! Non ho potuto evitare di pensare al film dei fratelli Wachowski quando ho appreso dell’invenzione fatta da dei ricercatori americani di una tecnologia che permetterebbe di “downloadare” nuove informazioni direttamente nel nostro cervello, riuscendo così a far apprendere nuove abilità a una persona in pochissimi istanti. Mentre nel 1999, in un cinema della nostra città, guardavamo Neo che in pochi secondi poteva imparare il Kung Fu grazie ad un programma di caricamento di questa specifica conoscenza, forse nessuno si immaginava che in meno di dieci anni da allora degli scienziati avrebbero affermato di aver trovato un modo reale per aumentare le capacità di apprendimento di un essere umano alla stessa velocità del protagonista di quella impareggiabile pellicola-cult che fu il primo film della trilogia di Matrix.

Seppur al momento in forma decisamente più contenuta rispetto a quanto mostrato nel film, questa tecnologia sfrutterebbe dei segnali elettrici per stimolare il cervello aumentando di fatto la nostra capacità sia di acquisire nuove informazioni cognitive che di utilizzarle al fine di compiere reali azioni pratiche. In sostanza, i ricercatori avrebbero individuato quali segnali inviare dal cervello di un pilota esperto a quello di un novizio affinché anche quest’ultimo possa riprodurre lo stesso comportamento del collega esperto senza però sottoporsi al medesimo addestramento. Lo studio, poi pubblicato all’interno di Frontiers in Human Neuroscience, avrebbe dimostrato che i soggetti che ricevono gli stimoli tramite elettrodi sarebbero in grado di aumentare le loro abilità di pilotaggio fino a un 33% in più rispetto al loro standard normale.

E quindi? …mi domando. È un bene o un male questa crescita esponenziale a cui la tecnologia ci sta oramai esponendo dal principio di questo nuovo millennio? Io sinceramente non lo so. Ma se mi è consentita l’espressione, mi piacerebbe iniziare a parlare di mistica della tecnologia e a riflettere su come poter incanalare quella potentissima energia che essa rappresenta. La tecnologia quindi non solo come mezzo per indagare nuove frontiere ma anche strumento per elevare il nostro status grazie all’utilizzo che ne possiamo fare per il benessere sia nostro che dell’insieme.

Di contro, se onoreremo la nostra vita dedicandola unicamente all’evoluzione esponenziale di determinate tecnologie, temo che rischieremmo di perdere il suo senso ultimo. La tecnologia è a tutti gli effetti una forza in potenza, e per poter gestire una grande potenza è necessaria una grande coscienza, una coscienza adeguata a onorare gli scopi più alti della nostra esistenza. Mi domando dunque quanto l’uomo stia dedicando la propria vita anche all’indagine di questa dimensione. Distrarci troppo a lungo da questo scopo potrebbe diventare pericoloso perché, vittime di questa distrazione, la nostra esistenza, e il modo in cui la attraversiamo, ci potrebbero sfuggire di mano definitivamente.

Nascosto dietro a ogni singolo movimento del Kung Fu appreso da Neo in pochissimi istanti è infatti celata un’arte millenaria che è molto di più di una tecnica di combattimento. È un vero e proprio stile di vita, una via per addestrare la mente. Il Kung Fu consente a chi lo pratica di imparare a capire l’essere umano come un’unione di energie: corpo e pensiero. E all’uomo oggi serve questo: imparare a indagare più profondi stati di coscienza. Inventeremo mai una tecnologia che ci consentirà di downloadare anche questi?

Un mix improbabile di tecnologia tradizionale e neuroscienza nel 2011 ha aperto un varco in tal senso e ha generato il progetto SyNapse, con cui IBM e la Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa) avrebbero l’obiettivo di rendere senziente la tecnologia. Stiamo parlando di sistemi hardware in grado di riprodurre le azioni e il pensiero degli esseri viventi. A distanza di pochissimi anni dal lancio del progetto, la partnership tra i due colossi ha permesso di perfezionare TrueNorth, il primo chip in grado di emulare sia l’area destra che quella sinistra del cervello umano con l’obiettivo di dare slancio a ciò che sarebbe stata definita intelligenza olistica computerizzata, cioè una struttura che non sia solo il risultato di calcoli e dell’assemblaggio di circuiti informatici bensì che abbia anche una coscienza propria.

Ma crediamo veramente possibile la creazione in laboratorio di un qualcosa di artificiale che avrebbe invece la sua naturale dimora nella nostra mente e nel nostro cuore, e solo successivamente si manifesterebbe in azioni compiute dal nostro corpo? Un uomo potrà mai inventare una tecnologia che gli consentirà di essere ciò che lui non è stato capace di diventare. Non è forse un insostenibile paradosso quello di immaginare degli uomini, solo superficialmente coscienti, essere capaci di inventare una tecnologia che consenta loro di downloadare nella propria mente più profondi stati di coscienza che da soli non sono invece stati capaci di raggiungere? Queste sono domande centrali per il futuro della nostra specie.

Dedicato a tutte le persone per-Bene.
Gli Eroi di questo tempo.
Il nostro tempo.
Si cercano Nuovi Eroi: www.0dot0.it