Chi sono

Sono innamorato della vita e pienamente
convinto dell’importanza di donarsi.
La nostra vita è il nostro messaggio al mondo e
ciascuno deve contribuire offrendo il meglio di se.

“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”
(W. Shakespeare) 

“Bisogna seminare e coltivare visione nell’umanità. Come fare per far capire al mondo che bisogna allargare la propria visione e cercare una prospettiva arricchente, migliorativa, inclusiva?”

Io sinceramente non lo so ma …me lo sto chiedendo da tempo. E questa domanda, ascoltata ad Assisi in una domenica pomeriggio della primavera del 2011, mi ha indotto a decidere di provare a dare un contributo.

Per molto tempo ho rimandato la scelta di attivare un blog in cui desideravo fortemente non tanto parlare, raccontare o scrivere di alcunché io conosca o, peggio, creda di conoscere, quanto invece condividere su idee che da tempo sto indagando nella mia vita; idee che mi affascinano perché magnetiche, perché sento che contengono il seme della possibilità. Pur ispirandomi ad esse, vorrei in realtà fondare questa condivisione digitale fra me e con chi interagirà con questo blog, facendo unicamente riferimento a specifiche esperienze di vita reale fecondate da queste idee. Il resto sarebbero solo congetture, illazioni, ideologie, proiezioni mentali ed emotive.

Nel farlo, attingerò ai piccoli e brevi, ma intensi, momenti di consapevolezza vissuti lungo il corso della mia esistenza, alle esperienze fatte nel mondo, alle persone incontrate lungo la mia via, alle emozioni provate, alle intuizioni prodotte, così come ai miei studi e alla mia costante ricerca. Attingerò indistintamente alla mia vita personale come a quella professionale, alla mia dimensione privata come a quella pubblica, a quella interiore come a quella esteriore.

Mi chiamo Oscar di Montigny. Sono nato a Milano il 31 Agosto del 1969. Dal 1997 condivido la mia vita con Sara, una donna fantastica, unica, mamma esemplare di cinque figli (quattro ragazze fantastiche, per me sempre bambine, e una peste, Davide) nonché compagna di vita attenta, presente, costantemente al mio fianco e sempre pronta a sostenermi quando necessario.

Sono manager di un importante gruppo bancario italiano, Banca Mediolanum, nel quale lavoro dal 2000, in cui attualmente ricopro la carica di Direttore Marketing, Comunicazione e Innovazione e quella di Amministratore Delegato di Mediolanum Comunicazione, oltre che essere stato ideatore e fondatore della Corporate University.

Un giorno del 1999, in un istante di consapevolezza, mi sono accorto che la vita scorreva tanto intensamente quanto inesorabilmente, e che poco restava dietro di me di ciò che credevo di essere stato fino ad allora. Ho quindi iniziato a cercare, a osservare, a studiare, a domandarmi, a riflettere sul fatto che non trovassi risposte alle mie domande che non fossero in realtà domande più grandi.

Ora, qui, desidero lasciare qualche traccia dei momenti più veri della mia vita. Per farlo, ho scelto una parola, riflessione, e ho dato origine al tutto. Una riflessione è (come da etimologia della parola stessa) un “atto conoscitivo mediante il quale, lo spirito, ritornando su se stesso, prende coscienza delle sue operazioni e dei suoi caratteri” ed è anche “il ripiegarsi della mente su se stessa”. Sarei un blogger fortunato se ora anche una sola parola di quelle che scriverò in questo blog generasse, in chi la legge, questi due accadimenti.

Ma anche uno specchio riflette e, in quanto strumento neutro, oggettivo, privo di giudizio, rimanda sempre l’immagine vera, reale, del soggetto che in esso si specchia. Stiamo quindi parlando del massimo della fedeltà possibile tra un soggetto che si specchia e l’immagine riflessa che egli vede di sé: il suo specchiamento (“atto dello specchiare o dello specchiarsi”). Molte delle volte nella mia vita mi sono riflesso in uno specchio e l’immagine che esso mi ha rimandato non coincideva mai con l’aspettativa (convinzione?) che io avevo di me: non ero ciò che pensavo.

Allo stesso modo, nello scrivere, non penso di essere modello di niente e per nessuno, tanto meno credo di poterlo divenire. Non sarà dunque questa la mia aspirazione nel farlo; non sarà questo lo spirito che mi animerà nella gestione di questo luogo virtuale.
E se così invece talvolta sembrasse, invito chiunque ne abbia la sensazione di evidenziarmelo immediatamente. A chi mi leggerà dico …grazie!. Grazie perché potremo condividere il bene più prezioso che la Vita ci ha donato, l’unico che, una volta speso, nessuno ci potrà mai più restituire: il tempo. Spero quindi di onorare il tuo tempo con parole di qualità.

Sii felice,

Oscar

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